domenica 3 agosto 2008

Varena e Melère x ricominciare!

Dopo la 5 giorni di orienteering in terra slovena mi ritrovo con le gambe rotte e molto appesantite. Quindi riduco gli allenamenti di corsa sperando di vedere passare le infiammazioni muscolari. Per non perdere la confidenza con bussola e carta, tuttavia, è doverosa qualche garetta ferragostana.
Fa al caso la gara promozionale di Varena, una score interessante e divertente, utile allenamento per affinare la velocità nelle scelte di percorso e nella corsa ( che forse non era il caso di perfezionare con questo stato di forma). La partenza in massa con obbligo di raggiungere il punto k prima di iniziare la gara è alquanto particolare. E crea sicuramente qualche problema in quanto costringe tutti ad incanalarsi in una lunga fiumana per poi bloccarsi alla prima lanterna. La mia scelta, non essendo riuscito a stare con i primissimi al pronti e via è quella di raggiungere la seconda lanterna del giro prescelto, spostando la n. 6 come penultima prima della 20 obbligatoria ultima e del finish. Per raggiungere la lanterna 4 ( la mia prima) la scelta non è proprio delle più felici e finisco fuori carta, salvo accorgermi subito dell'errore. Andando alla lanterna vedo già quelli che saranno i vincitori di giornata involarsi a grandi falcate verso le punzonature seguenti. Io proseguo per la mia strada e soprattutto con il mio passo e faccio tutte le lanterne in salita senza grossi problemi. A fare la seconda metà di gara in discesa, invece, il dolore al polpaccio si fa più vivo e quindi rallento il mio incedere, facendomi raggiungere e superare da alcuni avversari. Dopo aver trovato con un po' di fortuna la lanterna n. 6 che era stata posizionata sbagliata, arrivo al traguardo con il Fabietto che riesco a tenere dietro con non poca fatica in volata. Sono 10° assoluto, secondo della mia categoria anche se parecchio distante dal primo. Ma ci saranno tempi migliori! Per intanto mi concedo un buon piatto di pasta prima di scappare a Ziano a festeggiare assieme a Girardelli con uno spettacolo rock. Il rientro in nottata dal passo Manghen è stato molto suggestivo.


Dopo due giorni di ulteriore riposo si riparte per Merele. Questa volta sono i campionati italiani CSI a caratterizzare la giornata. La gara si rivela già dalla partenza interessante. Ci sono Pagliari e Pin Roland che vanno a dominare la classifica assoluta. Ci sono poi anche gi amici-avversari della 5 gg. di Slovenia Lerose e Jabr. Oltre naturalmente ai numerosi avversari CSI, da Matteo a Daves, a Fasani. Con la new entry Daniele Meneghel che alla fine vincerà il titolo di campione italiani CSI che prima di lui fù di Turra, suo compagno di società.
La gara, valida anche come gara del campionato veneto, è piacevole e tecnica. La prima parte si articola lungo un costone bianco, in cui la velocità è limitata abbastanza dal sottobosco sporco. E questo si traduce nel dover scendere e salire spesso a trovare sentieri decisamente più veloci. Alla prima lanterna ho una piccola esitazione trovando in zona punto un sentiero non segnato in carta. Altra errorino nell'uscire dalla 5 dove prendo per qualche decina di metri una strada sbagliata. Alla 7 finisco con la faccia in mezzo ad una ragnatela e per qualche istante non ci vedo più. Alla 12 ripiglio Daniele Meneghel, che partito tre minuti dopo di me, mi aveva raggiunto e subito seminato, tanto correva, andando alla lanterna 4. Mi sento quindi rincuorato dal fatto che sto facendo una buona gara. Collaboriamo nelle lanterne successive, con lui che mi sfugge nelle tratte veloci e sulle strade asfaltate ed io che riesco con un po' di affanno a ripigliarlo e superarlo sulle scelte più tecniche. Finché andando alla 16 egli ingrana la quarta e lascia le mie stanche membra a corricchiare fra strade e prati. Alla fine taglio il traguardo con un 57:00 decisamente buono. A meno di 13 minuti da Daniele Pagliari ( 44:16), ma soprattutto a 4' 35'' dal titolo italiano che rimane in casa Pavione.

martedì 29 luglio 2008

OO Cup 2008 - Slovenia

In attesa che mi venga l'ispirazione per scrivere qualche cosa, pubblico un po' di foto delle vacanze Croato-Slovene.

domenica 22 giugno 2008

CO - Tornano le prove CSI a Bolbeno

Tornano le prove del C.S.I ed è ancora Dario l'assoluto dominatore di queste gare. All'arrivo un brivido assale tutti i primi concorrenti: il Mattia ha fatto segnare un tempo stratosferico, al di sotto dei migliori di giornata di ben 10 min. Si verrà poi a sapere che non ha punzonato tutte le lanterne della gara score.
La prova inizia subito in maniera insolita. Mentre ci raduniamo tutti, o quasi, al mass start in attesa che vengano disposte a terra le carte, un membro della giuria di gara da il via. Fra l'incredulo ed il faceto mi incammino con gli altri e cerco di capire cosa stesse succedendo. Vengo a scoprire dal Dario, che forse legge i comunicati gara più e meglio di me, che le carte sono state appese 500 m oltre. Mentre il gruppo si sgrana vengo raggiunto dapprima dal Mattia che è costretto però a rallentare in attesa della Giadina e dal Davide che si era attardato a sorseggiare qualche cosa di fresco mentre attendeva il via.
Presa la carta noto da subito un numero molto elevato di punti, sono ben 26. Difficile è stato trovare il triangolo della partenza e forse avrei dovuto perdere un po' più di tempo a studiare il percorso ottimale. Invece mi incammino a fare le prime lanterne, quelle vicine tralasciando la 15 che era vicino al triangolo in una posizione defilata rispetto alle altre. Tornare indietro poi a rifarla mi è costato molto sia in termini di tempo che di fatica. Il resto della gara corre via filante e veloce, tranne nel finale dove la fatica si fa sentire nelle gambe. Alla fine arrivo al traguardo con un paio di minuti di vantaggio su Davide e Sid che gli arriva alle spalle staccato di pochi secondi.
Neppure il tempo di gustarmi la gara che è ora di tornare a casa. Peccato non aver potuto aspettare le premiazioni, ma mi aspetta un pomeriggio in campagna a raccogliere il fieno.
La carta mi è sembrata molto interessante ed è stata resa difficile dalla disposizione mai ovvia e banale del percorso. Riuscire a trovare una sequenza ovvia non era molto facile. Forse però per i ragazzi alle prime armi un percorso del genere poteva essere decisamente complesso. Mi ha stupito alla fine il Renzino, 10 anni, che non solo si è studiato i punti da fare, ma ne ha valutati anche il punteggio. Così si è andato a fare tutti i punti lontani e difficili tralasciando le 4 lanterne in paese vicine alla partenza. La sua risposta è stata: “Quelle 4 lanterne valevano 4 punti. Sarebbe stata fatica sprecata andare a punzonarle.” Ed è riuscito a fare pure un tempone!

mercoledì 18 giugno 2008

CO - JTT Forte Cherle

Non fa certo bene riprendere a scrivere sul blog, dopo un periodo di ozio informatico, e pensare di dover commentare una gara come quella che ho fatto domenica a Forte Cherle. Un'autentica Waterloo!
Avrei più piacere di soffermarmi su un piacevole e positivo Memorial Plancher o sull'intricata carta del Cansiglio dei campionati trentini. Una gara che mi ha lasciato delle pessime impressioni di incapacità orientistica, ma che poi alla fine non è stata poi così negativa come sembrava.
Mi soffermerei al limite su dei campionati italiani sprint corsi sotto il diluvio e compromessi da una rovinosa caduta sopra la bussola che ne è uscita peggio di me, oppure sulla gara del Passo Redebus condotta bene, se non fosse stato per una lanterna dapprima saltata, che ho dovuto recuperare risalendo un costone irto e scosceso.
In queste gare almeno una minima forma atletica e mentale c'era.
A Forte Cherle, invece, la gamba proprio non ne voleva sapere di girare e ne ho avuto le avvisaglie andando alla prima lanterna che ho raggiunto lungo un sentiero in discesa. Già là i miei arti proprio non erano capaci di correre. La testa nel contempo non connetteva proprio. Forse stressata dal pessimo esame istruttori fatto il giorno prima a Predazzo, in ogni caso sconnessa ed incapace di leggere la carta neppure nelle zone più elementari e meno tecniche.
Se il cocktail di gambe e testa, per giunta, mi abbandona in una gara talmente lunga che neppure Jonas, Rigoni e Tenani (il podio di giornata) riescono a stare sotto i 65 min + 10 di scostamento richiesti ad una MA long, beh allora sono

CAZZI ACIDI!


L'unico stimolo che mi ha permesso di arrivare al traguardo è stata la forza di volontà, una volontà che mi ha imposto di finire a tutti i costi la gara, costi quel che costi! E la crisi di ipotermia che mi ha preso al traguardo non mi ha certo aiutato. Con maglietta termica, maglione in lana, giubettino tecnico, giacca e giaccone e con una coperta a riscaldarmi riuscivo ad avere ancora freddo. Notare che ero dentro al caldo di un bar a sorseggiare un tea bollente.
Solo ora riesco a leggere sul sito della FISO il mio tempo di 2 h 55' 32''. Disastroso!
E degli intertempi non se ne salvano che un paio. La prima lanterna la raggiungo dalla strada (molti invece hanno giustamente tagliato in costa per il bosco e sono arrivati molto prima) e riesco pure ad andare lungo prima di accorgermi che ci si doveva fermare. I 4' persi sono comunque poca cosa se paragonati agli almeno 18' lasciati alla ricerca della tre. Uscendo dalla due scelgo il sentiero sbagliato e mi ritrovo in un avvallamento simile a quello in cui dovevo salire che imbocco fino in cima alla cresta. Un errore iniziale del quale non mi sono accorto a causa del parallelismo con cui salivano i due crestoni. Quando sono finito nella zona sassosa nella quale cercare una fossa rocciosa non tornava più nulla. E rilocalizzarmi ha richiesto un tempo interminabile.
Alla lanterna 5 invece non riuscivo più ad arrivare. In dislivello era molto elevato ed ho camminato per quasi tutto il tratto. Dopo aver perso del tempo a trovare una 6 imbucata in un avvallamento poco profondo, la 7 la trovo di culo. Andando dalla 8 alla 9 cerco di farmi trainare da una locomotiva che va sotto il nome di Piero Turra. Ma ci sono troppi cavalli in quel bolide e quando lo perdo devo fare i conti con la triste realtà di non sapere dove sono. Fortunatamente mi imbatto nella 10 e da questa poi riesco a risalire alla lanterna cercata. Incredibile poi come il mio 1' 20'' di pura corsa (forse sarebbe meglio dire corsetta) ad andare alla 10 lungo un percorso che conoscevo (lo avevo appena fatto infatti a ritroso per raggiungere la lanterna precedente) sia di molto superiore ai 57'' - 59'' dei migliori. A questo punto raggiungo la 11 con Cosimo e poi la 12 con Davide. Alla 13 ho l'unico sprazzo di lucidità della giornata. Correndo in un bel praterello orticante, alzo gli occhi al cielo più per la disperazione che per altro e scorgo una roccetta. Avendo appena passato un'altra fossa rocciosa (sembra quasi di essere nel carso tante sono queste fosse rocciose!) intuisco che potrebbe essere la mia. E così era infatti!
La 14 è interminabile e dopo aver cercato per un po' di tenere il passo del Davide (tipo 50 m) mi lascio andare ad una triste e lenta corsetta lungo il sentiero. La mia reazione quando a metà tracciato vedo Jonas scendere a valanga dal taglio nel bosco che aveva intrapreso per restare under the red line sono di assoluta non curanza. In altre occasioni mi sarei attaccato almeno per quei trenta metri che la mia vigoria fisica mi avrebbe concesso. Ma in questo caso ero già alla frutta. E di pietanze se ne dovevano ancora servire molte prima di raggiungere la sospirata 100.
Da qui il mio orientamento si fa un po' più preciso, almeno fino alla 19. E non potrebbe essere diversamente vista la maggior facilità dei punti e la mia estrema lentezza nell'incedere. Con la punzonatura della 19 però si entra nell'inferno, una zona estremamente variegata e ricca di particolari. In preda alla disperazione vedo sbucare alle mia spalle Massimo Bianchi che aspetto e seguo sperando di riuscire ad uscire da quel postaccio. Lui non mi sarà di grande aiuto, in quanto se ne fugge via subito. Fortunatamente però la vegetazione alta e le tracce che si sono formate con il passaggio dei concorrenti mi aiutano ad individuare i diversi punti di controllo, lasciando sui tre punti finali circa 12' di errore. Alla fine riesco ad uscire da quel luogo immondo e vado a punzonare stancamente prima la 100 e poi il finish. A questo punto mi verrebbe da collassare a terra, ma è troppo bagnato e freddo per lasciarsi andare. Meglio trovare riparo nella tenda rossa del panda e mettersi dei vestiti caldi ed asciutti. Tanti vestiti caldi ed asciutti perchè il freddo è veramente troppo.

giovedì 29 maggio 2008

Allenamenti organizzati dal Comitato Trentino

Sono iniziati quest'oggi con l'allenamento di Alberè di Tenna una serie di incontri tecnici settimanali organizzati dal Comitato Trentino nelle persone di Andrea Rinaldi e Matteo Sandri. Forse il fatto che la notizia sia comparsa su Oritrentino (il nuovo blog - giornale del comitato) solo martedì ha fatto sì che gli atleti che si sono cimentati nella prova non siano stati tantissimi. E quei pochi provenivano solo dal Panda e dal Trent-o. Sicuramente la prossima settimana la voce si sarà diffusa e qualche adepto in più potrà sicuramente esserci. Quindi appuntamento sull'Altopiano della Vigolana per lunedì 5 giugno. Ottima rifinitura in vista dei Campionati Italiani Sprint o forse in vista della gara di Coppa Italia del giorno dopo al passo del Redebus, in quanto per una sprint in centro storico (parco di Pergine) penso ci voglia soprattutto una buona gamba.


L'allenamento di oggi non è stato affatto banale. Il problema principale della pineta di Tenna sono sicuramente i rovi che in questo periodo dell'anno sono particolarmente alti e spinosi. Quindi meglio girare loro al largo, per quanto possibile ovviamente. Le linee di conduzione evidenti da utilizzare (per lo più sentieri, ma anche muretti e limiti di vegetazione verde) aiutano a scappare dalle spine senza lacerazioni troppo evidenti. Il problema nasce quando bisogna tagliare da una linea conduttrice ad un'altra . E' qui infatti che iniziano i dolori, nel vero senso della parola.
A parte tutto comunque, ho un inizio un po' difficoltoso e cerco, raggiungendo la prima lanterna, di comprendere al meglio questa carta un po' anomala, visto che manca di molti particolari importanti.
Mappe di questo genere sono utili per capire l'utilità delle curve di livello. Trovarsi a dover scalare una collina senza neppure sapere che c'è fino ad un attimo prima è una cosa che atterrisce psicologicamente.
Difficoltà vera della gara è la ricerca della lanterna in zona punto. Soprattutto alla 6. In tal senso almeno una descrizione punto sarebbe potuta risultare utile, giusto per evitare di perdere secondi preziosi sulla lanterna nel tentativo di collocarsi proprio al centro del cerchietto (ossia di “ravanare” in zona punto alla disperata ricerca di qualche cosa che richiamasse anche vagamente un triangolo arancione).
Ho trovato molto utile questo allenamento, in quanto mi ha permesso di perfezionarmi in tagli che in gara ho sempre un po' di timore a fare. Dopo alcune brutte esperienze a Lipica tendo a non fidarmi troppo dei miei azimut o delle tratte a bussola deviata. Questa è stata sicuramente una occasione per assimilare e perfezionarmi in questa tecnica. Per questo, ma soprattutto per l’impegno che ci mettono, rivolgo un grazie a quanti hanno operato per permettere questa interessante ed estremamente utile iniziativa. Grazie Matteo! Grazie Andrea!

domenica 25 maggio 2008

CO - 2 gg della Val di Sole


Bisogna andare in Val di Sole per vedere che "torna azzurro il sereno" per dirla con il Leopardi. Dopo le nebbie piovose della Lessinia ed una settimana di nuvolo e pioggia anche in valle, si deve raggiungere la "satanica" Croviana sabato ed il suggestivo lago dei Caprioli domenica per passare due belle giornate di festa orientistica.
La sprint che si articola lungo le anguste vie del paese solandro mi costringe a correre ad alta velocità, pur nella difficoltà di dover mantenere sempre un intenso contatto con la carta. Continui cambi di direzione, tratte lunghe che si alternavano a grappoli più ravvicinati, scelte mai banali e spesso da ragionare sono il lite motive della gara. Non commetto gravi errori, solo alcune sbavature di qualche manciata di secondi disseminate quà e là lungo il percorso. Il risultato che ne deriva è buono, a soli 9 secondi da un Aaron un po' febbricitante e a meno di 5 min dal Campionissimo Gian, che ritornava da uno stop forzato di qualche settimana.
Domenica al Lago dei Caprioli è dura. Veramente dura tecnicamente, forse un po' meno invece atleticamente anche perchè quel irto costone su cui si sviluppa la mappa è stato ben domato dalle sapienti mani della promessa dell'orientamento italiano Luca Dallavalle, il quale si diverte come può in attesa di ritornare a gareggiare nei boschi.
Sebbene commetta un errore subito alla prima lanterna, non mi demoralizzo in quanto aver trovato quel punto era per me già un risultato. Trovo il punto quindi e trovo pure il Davide con il quale punzono qualche lanterna prima di lasciarlo andare.
Alla 11 perdo ancora un po' di tempo in zona punto e mi vedo raggiunto dal Dalen con il quale correrò fino al traguardo. Spettacolare il suo volo nel lago andando a punzonare la 13. peccato invece per una imprecisione alla 17 che fa passare secondi preziosi. Tattico invece l'LCTF che ci vede studiarci l'un l'altro prima di uno scatto rabbioso che ovviamente mi ha visto perdente nei suoi confronti.
Il risultato finale è senza dubbio più che buono. Sono riuscito a mantenere il distacco da atleti molto più quotati a pochi minuti, anche se in alcuni tratti l'aiuto di atleti più blasonati mi ha dato sicurezza.

martedì 13 maggio 2008

Abbattuto il muro dei 4 min /km


Per dei veri atleti questo traguardi è scontato, una velocità di crociera tranquilla per i loro allenamenti defaticanti. Per me invece questa prestazione sà quasi dell'impresa!
Di soli due secondi, ma sono sceso sotto la soglia dei 4 min/km in una gara di corsa. L'occasione mi è stata data dalla gara comprensoriale che si è tenuta nel mio paese. Alla partenza sento le gambe girare bene e mi accodo a Don Franco Torresani (campione di corsa in montagna) senza capire bene come mai tutti se ne stessero dietro. Dopo un po' rallento e vado su dei ritmi da 3' 40''/km tirato da Carletto (il nostro atleta di punta - Carlo Alberto Chincarini) che mi tiene un'andatura sostenuta e costante anche per il secondo giro prima di involarsi verso il finish.
Passando davanti al traguardo per l'ultima volta, sento le gambe terribilmente stanche e lentamente quanto inesorabilmente mi faccio prendere e superare da 3 avversari di cui, dopo averli lasciati andare in salita, cerco almeno di tenere il passo in discesa. Quando poi uscendo dall'ultima curva vedo il traguardo ho ancora un po' di energia e vado a tagliare il traguardo in progressione.
Dal 21' 15'' dello scorso anno il miglioramento è evidente! Ora spero solo di non rimanere tutta la settimana con le gambe dure e doloranti!

domenica 11 maggio 2008

MTBO - Campionati Italiani Middle a San Daniele - UD

Dopo il filotto di gare long quasi eccessivo è giunto il momento di staccare con la corsa orientamento. Ne approfitto allora per salire in sella ad una bici e passare un week-end all'insegna delle due ruote e dello svago.
La serata del sabato inizia con una deliziosa cenetta in un agritur nei pressi di Tarcento e prosegue in un disco pub della zona (devo ringraziare la Giuliana per averci accompagnato in questi simpatici posticini!). Nel locale troviamo ben tre addii al nubilato e molta, molta fiesta! Eccezionalmente riusciamo pure a convincere Robyt ad unirsi a noi nella caliente notte friulana!
Peccato solo che ad un certo punto della serata (l'ora viene omessa per evitare ritorsioni da parte della società) abbiamo dovuto rinunciare ai ritmi festaioli per concentrarci su quello che era lo scopo della gita: la gara di MTBO.
A San Daniele, l'indomani mattina mi attende una gara piacevole, anche se a tratti risulta un po' spericolata. La tratta per andare alla lanterna 6 - 78 ad esempio la faccio, e come me tanti altri, lungo una strada descritta come ad alta percorribilità, ma che risulta invece uno spesso strato lacustre, pieno di fango ed acqua. Non c'è altro da fare che scendere dalla bici e correre nella melma!
Una grossa ingenuità la commetto al pronti e via. Quando suona il bip della partenza sono ancora tranquillamente assorto nella piegatura della cartina che non ne voleva proprio sapere di entrare nel nuovo leggio costruito ad hoc per l'evento. Commetto poi un'esitazione alla 4 e mi perdo fra i campi nell'andare alla 5. Inutile invece parlare ancora dell'immonda tratta che porta alla 6. Il mio più grosso limite rimane comunque la velocità di pedalata. Le volte che sono andato in bici quest'anno si possono contare su di una sola mano e non posso pretendere di più da una gamba così arrugginita.
Nel complesso tuttavia non mi posso lamentarmi di un 11 posto alla mia prima ME.

mercoledì 7 maggio 2008

Itas campione d'Italia!




L'Itas volley è campione d'Italia: Piacenza ha appena perso l'ultimo punto, e al PalaTrento va in scena la pazza gioia dei giocatori e dei tifosi. Il presidente Mosna dispensa abbracci e strette di mano, i campioni trentini cantano a squarciagola assieme ai loro tifosi. [da Il Trentino - 8 maggio 2008]

domenica 4 maggio 2008

CO - Trittico del primo maggio


Non era sufficiente l'esordio in MA in una gara long in questo lungo ponte del primo maggio. In una sorta di training camp sono riuscito a fare ben tre gare long in 4 giorni e tutte nella massima categoria. Risultato:


sono morto dalla stanchezza!

Però ne è valsa la pena, anche se nell'ultima delle tre gare sono saltato. A causa della fatica e complice qualche errore di troppo, a metà del percorso ho abbandonato ogni tentativo di arrivare a ridosso degli ultimi della categoria e mi sono lasciato andare ad un più tranquillo allenamento in carta, concentrandomi sulla lettura della carta ed in particolare di forme del terreno poco accentuate a cui normalmente non presto attenzione (premesso che generalmente non presto attenzione neppure alle forme più evidenti, ma questa è un'altra storia!).
Il trittico della devastazione è iniziato il primo maggio al lago di Fiè, in assoluto uno dei più bei posti che abbia trovato dal punto di vista orientistico. E anche se sono calato fisicamente nel corso della gara sono comunque soddisfatto della competizione, corsa con un tempo (pioggia ed un freddo quasi invernale) che non ha certo aiutato. Sabato e domenica c'era invece la due giorni della Val di Non, con prima gara middle da 8900 m + 365 m (tempo del vincitore attorno a 1 h 17'') a Cavareno e seconda long ai Sette Larici. Bene la prima anche se ancora una volta sono calato nel finale. Meno bene la seconda. Già un grave errore alla prima lanterna compromette la mia concentrazione. Per di più le gambe non girano come dovrebbero e, dopo un'altro importante errore alla 12, finisco camminando gli ultimi punti. Sicuramente quest'ultima è stata la più difficile delle tre. Forse la meno impegnativa fisicamente (ad avercene avuta ancora di benza!), ma la lettura della carta mi ha messo in continua difficoltà a causa delle forme troppo lievi e spesso impercettibili del terreno.
Ora mi attende un week-end di pausa dalla CO. Si va a San Daniele con i campionati italiani middle di MTB-O. Il ritorno alla corsa è previsto per la due giorni della Val di Sole. E conoscendo il Bezzi, penso sia meglio iniziare ad allenarsi duramente!