venerdì 26 settembre 2008

Campionati Italiani MTB-O: che delusione!

E' si, sono stato proprio deluso della mia pessima performance ai campionati italiani relay & long che si sono disputati questo week end al Pian del Gacc - Fornace. Non posso dare la colpa del mio risultato agli errori, che non sono stati neppure tanti, quanto piuttosto alla scarsa velocità che ho saputo imprimere sui pedali, in particolare sulle salite più sconnesse e piene di radici e nelle discese. Insomma, dopo diverse prove "stradali" (tipo mussolente, che ho gradito di più venendo dalla corsa su strada), l'impatto con un vero terreno da bikers è stato molto negativo. In particolare in discesa, le mani proprio non ne volevano sapere di staccarsi dai freni!
Ma ormai è ora di appendere la bici al muro, non prima però di aver fatto qualche allenamento specifico su sterrato. La prossima stagione non è poi così lontana! Ed il tempo da dedicare alla bici con l'avvicinarsi dell'inverno è sempre meno.
Un'ultima considerazione: queste gare mi fanno apprezzare sempre più la bellezza della corsa orientamento, la vera regina dell'orienteering! Soprattutto per una cosa: la libertà di tagliare nei boschi alla ricerca di punti sempre imbucati. E la soddisfazione di veder spuntare da quegli anfratti impossibili un pezzo di tela bianca ed arancio è unica!

martedì 23 settembre 2008

week end alternativo

Siccome sabato ho dovuto andare a fare legna nei boschi del Monte Lefre, è sfumata l'idea di andare a Jesolo per la due giorni dell'Adriatico. Poco male! Al ritorno dalla giornata da boscaiolo, sono andato, anche se un po' in ritardo, all'allenamento di mountainbike del comitato che si svolgeva a Lavarone. Un ottimo esercizio per trovare il giusto feeling con la MTB-O dopo un bel po' di inattività. Peccato solo che non avessi ne il leggio, distrutto in una rovinosa caduta che ha compromesso la gara di Mussolente, ne la bussola. Ma sono riuscito a portare a termine l'allenamento comunque. Anche se un taglione nel bosco con la bici in spalla si è reso necessario dopo aver cannato clamorosamente un sentiero.
Il giorno dopo invece mi cimento in una gara di corsa in montagna del circuito SAT. L'impresa consiste nello scalare il colle che da Cembra porta al lago Santo, terreno famoso agli orientisti per la bella cartina, le diverse gare ed i numerosi allenamenti invernali del Trent-o in cui anch'io mi intrufolavo spesso e volentieri. Come compagni d'avventura ci sono Davide, Emilio (che per l'occasione rispolvera anche un articolo sul suo blog) , Silvano ed, udite udite, Alberto.
Alberto è un mio carissimo amico che ha un difetto: odia fare qualsiasi attività fisica che non sia ovviamente il s****. La leggenda narra che una volta dopo anni di insistenze da parte mia e di Seve siamo riusciti a portarlo in pista, o meglio sul prato verde e morbido al centro della pista. Li si è esaltato con ben 12 giri a ritmo fra il lento ed il blando. Risultato dell'allenamento: sei mesi di stop forzato per un risentimento muscolare acuto. Peggio della recente scusa della micro-frattura al piede di Severino. Da quella volta siamo riusciti a portarlo un paio di volte al lago di Caldonazzo in bici e nulla più.
Per cui è stata grande la sorpresa quando al mio invito a partecipare ad una corsa in montagna ha risposto: sì, vengo anch'io! Chiaramente ho dovuto raccontargli che la corsa in montagna è in discesa, che la corsa in montagna si svolge in prossimità del mare e che lungo le strade è pieno di gnocca in topless che applaude i temerari atleti. Al di là di come sia riuscito a convincerlo, fatto sta che è venuto. Ovviamente in ritardo! Quando il giudice dava il via, lui varcava la soglia della segreteria per mendicare un pettorale. Comunque è venuto ed è pure stato soddisfatto della sua gara. E non tanto per il tempo che pure è stato notevole per la sua preparazione, ma perché le gnocche a bordo strada c'erano veramente, magari non in topless, ma c'erano per davvero!
Nella mia sfida ormai interminabile con i nemici-amici del Trent-o invece al prova si conclude con una caporetto. Mentre Emilio si invila con i primi già sulla prima salita, riesco a tenere dietro seppur di poco sia il Davide che il Silvano fino al km 6,5 dove la salita termina e la gara richiede un cambio di ritmo che io non ho saputo imprimere alla mia performance. Non mi resta quindi che soccombere allo scatto bruciante del Davide prima e alla progressione più lenta, ma comunque inesorabile, del Silvano poi.
Il dopo gara è stato molto piacevole, con un ristoro abbondante, un pranzo succulento e con un viaggio di ritorno con il pulmino dei vigili del fuoco di Cembra alquanto avventuroso. Prima di salutarci siamo andati alla festa paesana di Ville di Giovo dove abbiamo scroccato caffè e tiramisù, oltre a dell'ottimo Muller della val di Cembra.
La serata la concluso a casa del Bepis dove faccio la conoscenza di Maurizio Ongania e della sua famiglia. Una persona squisita che ha saputo fare della cartografia un lavoro. Ovviamente non poteva mancare una cenetta al bacio fatta dalle sapienti mani del Bepi il cui piatto forte era la pasta alle finferle, un fungo molto pregiato che viene solo in questo periodo dell'anno sulle coste più umide delle montagne del trentino - nella fattispecie la Val di Sella.

domenica 14 settembre 2008

CO - Campionati Italiani Long & Relay


La stagione orientistica ha raggiunto questo week end l'apice con i campionati italiani che contano, quelli a distanza classica. La distanza che ti stronca, nella quale le gambe si ribellano e non vogliono saperne di andare avanti. Anche se tutto sommati a Pievepelago, nell'appennino modenese, i tracciati sono stati filanti, un ora e mezza di gara si è fatta sentire tutta nelle gambe.
Sempre affascinante la staffetta, in cui si uniscono le diverse doti orientistiche degli staffettisti per arrivare ad un risultato di squadra ancora più carico di significato rispetto ad una gara normale. In queste situazioni la paura di sbagliare è tanta, anche perchè un proprio errore può compromettere le fatiche e gli sforzi dei compagni. Quest'anno mi è stata data la responsabilità e l'onore di rappresentare il Panda nella staffetta assoluta, quella che conta, che assegna il titolo più importante. Chiaramente le nostre possibilità di vittoria erano prossime allo 0. Ipotizzando diverse soluzioni, le uniche chance di vittoria ce le avevamo se tutti gli altri team facevano PM o PE. Come dire che era meglio puntare a fare una gara regolare ed accontentarsi di sfide contro avversari più abbordabili. Al lancio Federico Sbetta fa una gara maiuscola, che mi permette di partire prima di squadre più titolate come ad esempio quella della forestale. Sulla salita al primo punto capisco subito che la gara è molto fisica ed è meglio dimenticare subito la stanchezza accumulata il giorno prima. Il primo gruppo di lanterne, quello fino al punto spettacolo lo faccio lottando contro Trent-o 1 ( Emilio per intendersi) che poi perdo nella discesa verso la 11. Nel corso della gara non riesco mai ad entrare bene in carta e macchio la prova con diversi errori e costanti insicurezze e sbavature. Alla fine mi galvanizzo quando riesco a raggiungere il Crea Rossa di Mirko che nel frattenpo mi aveva raggiunto e superato e riesco ad uscire con una buona progressione sulle ultime 3 lanterne lanciando il Federico Fratton per la terza e conclusiva prova. Alla fine, con un buon risultato di squadra ed andando vicino a quello che poteva essere il limite imposto dalle nostre attuali capacità orientistiche, ci piazziamo in 16° posizione alle spalle del Semiperdo del fortissimo Andrea Seppi e, seppur di poco, del Subbiaco capitanato dalla Maria Novella Sbaraglia. Trent-o 1 ci ha pesantemente distaccati, ma riusciamo a lasciarci alle spalle i cugini del Crea Rossa dopo una lotta alla pari che si è decisa solo nelle battute finali, Trent-o 2 e soprattutto il temutissimo team del Erebus Vicenza 2 di Cosimo.

P.S. ringrazio SuperLau che per una giornata ha smesso i panni dell'atleta per vestire quelli del fotografo. Dal suo album fotografico è presa la foto che vi ho proposto.

domenica 7 settembre 2008

CO - 2 gg. della Valsugana

Questa volta è toccato a noi pandughi ingegnarci ad organizzare una manifestazione d'orienteering. Ed abbiamo ripetuto la oramai tradizionale 2 giorni della Valsugana.

Dopo i campionati trentini long e relay dello scorso anno in Barricata, quest'anno è la volta della Val di Sella. La manifestazione regionale è stata caraterizzata da una prova middle il sabato ed una long a caccia la domenica.
Per me la prima esperienza come controllore. Un compito importante e delicato per assolvere il quale sono stato aiutato da molti volontari della squadra che si sono proposti per posare, ma soprattutto per raccogliere i punti. Mai avrei creduto comunque che posare dei punti fosse una operazione tanto complessa. Camminare nel bosco alla ricerca della corretta collocazione dei flag è stato più arduo di quanto non sia andare a cercare le lanterne durante una gara.