mercoledì 1 luglio 2009

Dopo Roverè della Luna ecco la nuova carta di Lagolo!


Dopo la festa orientistico-ludica di Roverè della Luna con gli orientisti che si mescolano agli autoctoni per brindare e divertirsi, si è scoperto che ci si può allenare con spensieratezza.
Così il Davide propone un allenamento sprint sulla nuova mappa che ha appena realizzato in un posto veramente piacevole, Lagolo - vicino alla più famosa e temuta carta di Cavedine. Non posso che fare i complimenti al Davide, che dopo essere diventato istruttore ed essersi messo ad insegnare a decine di ragazzini l'orientamento, è passato anche a fare il cartografo ed il tracciatore, con risultati che mi sembrano egregi.
L'allenamento ha ben presto lasciato il posto alla festa! Abbiamo approfittato della presenza del lago per un riposo sul pontile, con i più coraggiosi che si sono immersi nelle gelide acque lacustri. E poi tutti a festeggiare con una pizza!

lunedì 22 giugno 2009

7 JTT - Millegrobbe

Non so se ricominciare o meno. La voglia di scivere non è poi tanta, come avete potuto ben vedere. Ma alla fine il blog c'è e qualche cavolata ogni tanto bisogna pur mettercela.
Certo non ho scelto il momento migliore per scivere un nuovo articolo sulle mie avventure orientistiche. Avrei dovuto scivere qualche cosa della mia prima vittoria in MA in Coppa Italia nella notturna di Moriago della Battaglia. Ci sarebbe stato bene un commento alla roccambolesca qualificazione (la prima della mia breve o-story) e dell''ottima prova in finale A ai Campionati Italiani Middle, prova con la quale porto a casa i miei primi punti nel World Ranking (ben 450 pti che mi proiettano in 1613° posizione). Si poteva raccontare qualche cosa a riguardo della prima volta che (notturne a parte, per le quali ho una predilezione personale) entro nei 10 in MA in Coppa Italia con una gara senza grosse sbavature a Baselga di Pinè.

Invece mi trovo sponato proprio in questo momento dai miei fan, da ragazzi cioè che non trovano di meglio da fare che leggere inutili commenti a gare come quelli che faccio io. Ma andatevi a leggere Stegal o Rusky se volete imparare qualche cosa divertendovi in una lettura appassionante e coinvolgente! E quando avete finito ci sono milioni di altri blog, da Cosimo a Tenani, da SuperLau a Zonato, da Segatta ad Er.Team solo per dirne alcuni.

Mi trovo sponato a scrivere proprio alla fine di una gara, la JTT, che ormai non posso che definire la mia bestia nera. Come SteGal ha Capriasca, le Pozze e Sant’Orsola, io ho la JTT, su qualsiasi carta venga disputata.
L'anno scorso era la magnifica mappa di Forte Cherle sulla quale era precipitato un freddo polare che mi portava a finire oltre il tempo massimo (ma pur sempre a finire perchè non sia mai che io mi debba ritirare ad una gara - eccezion fatta per la gara promozionale di Samone dove mi hanno dovuto portare via con l'ambulanza) una gara piacevolissima per poi cercare di risolvere l'ipotermia che mi assaliva indossando tutti i vestiti a disposizione e bevento qualsiasi bevanda fumante mi capitasse a tiro.
Quest'anno a Millegrobbe invece è una storia diversa. Io con la JTT ho un conto in sospeso, mi dico alla partenza. Parto concentrato e ben vestito (quasi troppo!), per riscattare la performance dello scorso anno. Ero talmente concentrato e carico che, mentre stavo amabilmente conversando con Corrado Arduini, sento un urlo di Carlo Cristellon che mi chiama alla spunta. Ma sapete anche voi come a volte la concentrazione ... E mentre mi concentravo avevo anche studiato chi fosse Simo-Pekka Fincke, il forte finnico che partiva subito davanti di me. Perchè 5 min in griglia sono tanti, ma anche i più forti possono sbagliare. E loro non sbagliano mai più di una volta. Quindi ...


Quindi rispondo al richiamo del Carlo e mi precipito alla partenza. 9,9 km con 330 m di dislivello sono tanti, ma a tracciare non è Plancher bensì l'Aaron e quindi anche queste distanze e questi dislivelli non fanno troppa paura. Anzi alla fine non posso neppure dire di aver faticato troppo. L'unico inghippo è che il grado tecnico richiesto non è quello della costa pinaitra. Tratte lunghe lungo costoni senza nessun riferimento si alternano a veloci e temibili cambi di direzione in zone dettagliatissime, dove trovare la roccietta giusta fra le tante è, almeno per me, pura purissima fortuna.
In ogni caso affronto discretamente i primi 2 punti e galvanizzato mi accingo a trovare una apparentemente semplice buca alla terza lanterna. Mai avrei pensato di aver perso un quarto d'ora in un solo punto. Neppure in gara me ne sono accorto. Per fortuna che con l'aiuto del Samuele Curzio, riesco ( sarebbe meglio dire lui riesce) a scovarla. Nel contempo arriva anche il Cannella con il quale faccio un bel pezzo di gara. Affrontiamo in bussola la 4 e la 5. Punzono e via per le 2 tratte lunghe. In zona punto un po' di difficoltà a trovare la 6. Ci sono troppe canalette. e ci perdaimo a cercare in tutte, in tutte tranne ovviamente in quella giusta. Quando la troviamo ci raggiunge Jarkko Huovila che ci ringrazia per l'aiuto che gli abbiamo dato e se ne fugge via. Io dietro, almeno per un centinaio di metri, con il saggio Canna che mi suggerisce di desistere perchè tanto non avremmo retto a lungo quel ritmo. Dopo quel centinaio di metri gli dò ragione e continuo con il nostro ritmo trovando bene le successive lanterne. Una piccola imprecisione alla 12, ma tant'è, ci può stare. Alla 15 però una mia inprecisione mi porta a sbagliare un 30' secondi, quanto basta però per perdere il contatto col Canna e ritrovarmi solo a terminare la gara nelle trincee. Gli scenari sono bellissimi, quanto di più suggestivo si possa vedere in gare di orientamento. Il loop fino alla 19 è terribile, ma lo passo abbastanza incolume anche se mi ritornano alla mente scene di panico vissute ai laghi di Fusine. Da li è un trasferimento a tratti anche impegnativo verso il finish e verso uno scarico beffardo.
1h 53' 44' con un terribile 19'06'' alla terza sono le mie prime impressioni, ma dalla cabina dello scarico si alza una voce fioca quanto angosciante. "Punzonatura mancante!" Ma come! Punto 5: MISS! Impossible to believe! Eppure è così! MISS! Punzonatura mancante. Eppure di li ci sono passato ed ho pure punzonato. Ma la stazione ha trattenuto quel bip che mi avrebbe permesso di arrivare all'arrivo con un punteggio valido. E visto il tempo di gara potrebbe pure essere stato meglio così.

martedì 21 aprile 2009

Come perdersi sulla Vigolana!

Le due gare di corsa di sabato nell'abitato e nei prati circostanti Roncegno Terme vanno via veloci e senza particolari problemi. I problemi invece iniziano la mattina seguente sulla terribile carta della Vigolana. Io sono tranquillo, qui ci avevo corso lo scorso anno una prova di coppa italia e poi 2 allenamenti del comitato sulla carta a fianco. Insomma conosco il posto come le mie tasche ed anche se la fatica delle garette di sabato si fa sentire non posso certo avere problemi qui!
Questi almeno erano i miei pensieri per il primo minuto di gara, quando mi butto under the red line a capofitto verso la prima lanterna. A mano a mano che passano i minuti però le prime impressioni cambiano. Così che 20 minuti dopo, quando trovo la lanterna n. 1 non sono più così convinto di conoscere la carta così bene, anzi balena in me l'idea che io e l'orientamento siamo due cose separate. Vagando verso la meta (lo so che i punti di controllo sono solo dei passaggi, ma quando uno è perso diventano la Meta con la M maiuscola, il punto d'arrivo più importante della gara, più ancora della lanterna con il doppio cerchietto) mi imbatto per caso in una lanterna, provo a chiedere a qualcuno dove fossi e in un impeto di bontà mi viene indicato che quella era una delle mie lanterne, la numero tre della sequenza. Rivitalizzato dall'informazione mi piombo a capofitto nella gara. Come dice Luca Dallavalle quando si sbaglia l'adrenalima ti sale a mille e ti porta a recuperare i secondi nel suo caso o i minuti per me. Mi pare una buona tattica (se lo dice uno che mangia pane ed orientamento già a partire dalla colazione volete che non sia vero!) e l'adotto immediatamente. Via dunque nella palude e poi nel bosco e poi ...
Ma non dovevo recuperare i minuti persi? Forse più avanti, ma per in tanto sono perso un'altra volta in un posto non meglio imprecisato della carta e l'unica cosa che mi viene è di raggiungere l'ennesima lanterna che trovo in cima ad una collinetta, che chiaramente non centra nulla con le mie, ma se c'è una lanterna c'è una speranza come diceva il saggio. E la mia speranza si chiama Jacopo del Trent-o che per la seconda volta mi permette di ricollocarmi (mi segna sulla carta dove mi trovo e nel dubbio mi dice anche dove andare! Che umiliazione!) Da li poi diventa semplice arrivare alla lanterna, anche perchè mi imbatto in uno della mia categoria (Coianiz del NE Arcento che partiva ben 8 minuti dopo di me) che va a punzonare la mitica lanterna 32 per la cronaca la mia prima lanterna.


Finita questa odissea alla due ci arrivo facilmente ( lanterna da esordienti - albero isolato nel prato all'incrocio delle due strade) per poi sbagliare ad andare alla 3, proprio quella che avevo già visto 15 minuti prima. Per fortuna che Schuster mi avverte del lungo e mi corregge accompagnandomi poi alla 4. Nel frattempo mi imbatto in Bepis che vedendomi sfatto mi da un buon suggerimento: vai piano e leggi quella cartina! Ricordatelo questo suggerimento potrebbe servire anche a voi in qualche gara.
Da là quindi cerco di andare via più tranquillo e di leggere la mappa per quello che il mio allenamento in carta mi consente. Fare TNCS, sprint e cross sarà bello, ma non aiuta certo a tenere alta la concentrazione sulla carta soprattutto quando le tappe si fanno tecniche.
La gara va via tranquilla (ecco questo è priprio l'aggettivo giusto, tranquilla) fino alla lanterna 11. Punzono e tiro un po' perchè trovo una ragazza che corre più di me. So che non è giornata, ma l'adrenalina, quella che Luca D. sente quando fa 10 sec. di errore, a me viene fiori in questi casi! Corro via veloce ( si fa per dire) su e giù per sentieri finchè mi imbatto in uno della mia categoria che va nel senso opposto al mio. Che sta facendo? Anzi che sto facendo io? Che stavo passeggiando verso lidi ameni ma che poco avevano a che fare con il percorso. Torno in dietro allora e raggiungo la lanterna 12 quando Baggio e Jonas sono appena passati e nel mentre che Rigoni punzona. Ne aprofitto per farmi portare alla lanterna successiva prima di perderlo nella boscaglia verso la 14.
A questo punto di nuovo tattica Bepis: rallentare e guardare la carta. Con la direzione oggi non ci azzecco, ma fermo ad interpretare la carta ogni tanto trovo qualche cosa. Continuo così fino al punto TV dove il fotografo mi incita vedendomi sfatto e poi alla 23 dove mi supera al gran trotto il mitico Luca D. più volte ispiratore in questa gara e che partiva ben 38 minuti prima di me. Si tratta da qui solo di andare al traguardo per sorseggiare il sospirato sorso di tea caldo. Sfatto e distrutto!

domenica 1 febbraio 2009

Venice & Ziano

Il week end appena passato è di quelli ghiotti. Qualcuno pensa addirittura di improvvisarsi in un trittico di gare interessantissimo con una ciaspol-o (poi annullata), seguita dalla notturna di Venezia sabato sera e dalla gara di sci-o a Ziano la mattina della domenica. Io propendo per partecipare alle ultime due ed il divertimento è assicurato.

Coinvolgente ed affascinante è la notturna di Venezia, una gara a cui agnognavo da un po' di tempo, ma che per diversi motivi non sono mai riuscito a fare. Gli scorci che passano davanti agli occhi sono unici. Ed il fascino di questo luogo è reso ancora più magico dalle luci soffuse e fioche che lasciano trasparire un gioco di chiaro scuro particolarissimo.
Giusto il tempo per rivedere gli amici orientisti del veneto dopo la “pausa” invernale ed è già l'ora della partenza. La gara, valida come gara regionale veneta, presenta al via un discreto numero di atleti di livello e ciò rende la sfida ancora più interessante. Non ci si può quindi concedere alcun errore o esitazione. Ed è obbligo dosare le energie perchè i 7,7 km di gara sono lunghi da gestire, soprattutto ad inizio stagione, quando le gambe sono ancora dure dagli ultimi allenamenti e non hanno la fluidità e la condizione di qualche mese fa, soprattutto dopo lo stop forzato di un paio di mesi dovuto ad una infiammazione tendinea.
Comunque le sensazioni prendendo in mano la carta sono buone. Anche se risolvere il rebus di Venezia non è mai facile, trovo le lanterne velocemente e con sicurezza aiutato in alcuni casi dalla potente lampada della Silva che illumina a giorno le comunque chiare calli veneziane, accecando in qualche caso diversi passanti e turisti che si divertivano a vedere quella strana gente correre e che con il loro incitamento mi spronavano a dare il massimo.
Verso la lanterna n. 8 accuso uno sbandamento e vado lungo. La carta a 5000 mi confonde un po' le idee, visto che lo standard per le mappe della citta dei dogi è una 7500. Ma questo errore è anche sintomatico di una stanchezza mentale e di una difficoltà a tenere la concentrazione che lo stop invernale ha contribuito a generare. Allora capisco che è il caso di fare scelte semplici e lineari, anche a costo di allungare i km. Intanto le gambe sembrano reggere l'urto del continuo succedersi di ponti.
Non commetto grossi errori, ma il percorso è macchiato da diverse imprecisioni. Emblematico è il caso della 19. Mi accingo ad attaccarla, quando non trovo più il ponte che mi doveva portare alla lanterna e all'ultimo sono costretto ad un lungo giro per andare a punzonare.
Alla fine sono soddisfatto della mia performance. Ho notato che non ero l'unico ad avere un po' di lentezza nelle gambe ed difficoltà nella concentrazione sulla lettura della carta. Solo Le Rose, vincitore di giornata, e Jabr sembrano aver mantenuto la forma autunnale. Visioli e Dario, rispettivamente secondo e terzo in MA, pur con delle prestazioni maiuscole, non hanno saputo avvicinare la prestazione di novembre e ciò mi consola. E l'ottavo posto finale mi rende soddisfatto. Positiva anche la performance dei due nuovi acquisti del Panda, Giuliana e Francesco che hanno ben figurato in mezzo a queste calli.


Giusto il tempo del riposo di una notte e si torna all'orienteering. Questa volta però si tratta di gareggiare con gli sci ai piedi. Non conoscendo il mio stato di forma mi ero precauzionalmente iscritto in MB e penso che la scelta non sia stata affatto sbagliata. Un po' di stanchezza dalla gara del giorno prima si sente ancore nelle gambe.
L'errore di giornata ci scappa subito, ancora prima di infilare la carta nel leggio. Sbaglio orario di partenza e mi presento al via con qualche minuto di ritardo. Con uno strato di un paio di cm di neve fresca sulle piste capisco che recuperare sarà tutt'altro che semplice. Anche perchè Matteo Tait che pure commette qualche errore ha un altro passo ed Alexander vincitore di giornata ero riuscito a batterlo al Velon anche grazie ad un suo grave errore. Ed infatti alla fine mi stanno tutti e due davanti.
Sebbene la gara risulti abbastanza scorrevole, con prevalenza di piste larghe, la parte centrale nel bosco è micidiale. I sentieri stretti e ghiacciati che si inerpicano verso la cima non mi permettono di avanzare verso l'alto, ne di frenare scendendo. Nei prati invece la neve è decisamente migliore ed anche il fuori pista risulta abbastanza agevole. Alla fine mi consolo per la performance con una bottiglia di buon teroldego offertomi sul podio dall'organizzazione e che ho assaporato a casa di Andrea davanti ad un buon pranzo che nel frattempo ci ciamo fatti preparare dalla Nadia.

domenica 18 gennaio 2009

Sulle orme dello Ski-o Tour

Con il mio racconto ero rimasto a quel pomeriggio sulle piste della Val Maron con in mano un solo sci. Costretto dalla necessità, mi sono preso quindi dei nuovi e fiammanti Atomic da provare alla prima occasione. Occasione che si è presentata prontamente sulle piste di Mille Grobbe, dove sono salito la domenica successiva per un giretto in compagnia di Davide. Ovviamente gli sci non andavano neppure a lanciarli in discesa. Pensate quindi come potevano andare nelle altre condizioni, dove generalmente è richiesto un maggior sforzo fisico rispetto alla discesa. Ovviamente non è colpa loro. Uno sci necessita di un certo rodaggio, fatto di passate di paraffina e sciate per rendere al meglio (qualche esperto mi suggerisce anche di fare la soletta) . Da ciò capite che lo sci non era in condizioni top neppure al Velon, per la seconda gara di Coppa Italia.
Sulle orme dello ski-o tour che si era svolto su quel dedalo intricato di piste e sentieri solamente qualche giorno prima, pensare di ripetere l'esperienza in Elite era per me un pensiero folle tanto la pista era tecnica ed impegnativa, ricca di fuori pista ed di percorsi intricati . Ed allora ho dirottato su una più tranquilla MB.
Il percorso, sebbene di lunghezza non eccessiva, è stato sempre interessante e mai banale. Al di là di Matteo Tait che da subito si è involato solitario al traguardo, io con tutti gli altri abbiamo ben presto formato un gruppetto, che con un continuo tira e molla è arrivato fino al traguardo unito.

martedì 6 gennaio 2009

SCI-O in VALMARON

Ultimo distanziato anni luce dagli avversari!
E pensare che avevo fatto pure un ritiro di tre giorni sugli sci da fondo per prendere un po' di confidenza con il mezzo! Ma poi un incrocio preso un po' troppo veloce in discesa e ...
finisco lungo nella neve fresca. Poco male, almeno all'apparenza. Solo un rumore sordo, un crash! Chissà cos'era!
Mi rialzo e guardo lo sci spaccato a metà! Ahimè la gara è finita!
Mi trascino come posso a fare le ultime lanterne prima del traguardo e chiudo ultimo. Con alle spalle solo Andrea che con una PM ed un bastoncino rotto completa la Waterloo del Panda.
In verità i guai cominciano prima di quel crash e precisamente da un inatteso quanto funesto cambio carta che non avevo previsto. Arrivo a tutta verso il traguardo, quando mi viene consegnata una nuova carta. Io, un po' sbalordito, non riesco neppure ad infilare la mappa nell'improvvisato leggio fatto con una busta trasparente legata al collo. Dopo un bel po' riesco a sistemarmi e mi dirigo verso la prima lanterna del secondo giro. Qui mi ritrovo con il "leggio" in mano ed in un momento di puro black out tiro dritto verso la lanterna 5 e poi verso la 4. E poi ancora ...
Ma cosa sto facendo? Dalla 4 alla 3? E la 2 chi l'ha fatta? Quindi giù a rotta di collo a ritrovare la 2, poi la 3, poi la 4. Adesso mi sembra che i numeri tornino. Ed allora via, giù per la discesa nuovamente verso la 5, quando ...
... appunto ...
... quel crash e la gara è finita! Ma con un po' di forza di volontà e qualche peripezia riesco a portare a termine la gara! Perchè vabbhè ultimo, ma PM non sia mai!
E speriamo che questa sia solo una spiacevole parentesi da dimenticare alla prima gara disponibile!

mercoledì 24 dicembre 2008

Buon Natale e Felice 2009 !

domenica 21 dicembre 2008

Inizio di stagione scoppiettante!

Ho preso dal nuovo calendario FISO le gare alle quali cercherò di partecipare nella prima parte della stagione. Mi pare un calendario abbastanza fitto, ma sarà utile per mettersi in forma per il proseguio della stagione.
06 gennaio 2009 – SCI-O - COPPA ITALIA - VALMARON (VI)
10 gennaio 2009 – CO – PROM - INVERNO BERICO - CREAZZO (VI)
18 gennaio 2009 – SCI-O - COPPA ITALIA - VELON (TN)
24 gennaio 2009 – CO – NOTTURNA - VENEZIA IN NOTTURNA
01 febbraio 2009 – SCI-O - COPPA ITALIA - ZIANO DI FIEMME (TN)
07 febbraio 2009 - SCI-O – CAMPIONATI ITALIANI SPRINT - CANSIGLIO (TV)
08 febbraio 2009 – SCI-O - CAMPIONATI ITALIANI MIDDLE - CANSIGLIO (TV)
14 febbraio 2009 - SCI-O - CAMPIONATI ITALIANI STAFFETTA - S. GENESIO (BZ)
15 febbraio 2009 – SCI-O - CAMPIONATI ITALIANI LONG - S. GENESIO (BZ)
28 febbraio 2009 – CO - CAMPIONATO ITALIANO SPRINT - IPPODROMO DELLE CASCINE (FI)
01 marzo 2009 – CO - TROFEO CITTA' DI FIRENZE
08 marzo 2009 - CO - CAMPIONATO VENETO LONG - VILLAGA - POZZOLO (VI)
14 marzo 2009 – MTBO- CAMPIONATO TRENTINO - BORGO (TN)
15 marzo 2009 – MTBO - 1^ COPPA ITALIA - BORGO (TN)
21 marzo 2009 - CO - 1^ COPPA ITALIA NOTTURNA - MORIAGO DELLA BATTAGLIA (TV)
22 marzo 2009 - CO - 2^ COPPA ITALIA LONG - RESERA - TARZO (TV)

lunedì 15 dicembre 2008

Un anno se n'è andato ed è tempo per un bilancio

Con la Bevilonga ed il pranzo sociale di fine novembre va in archivio la stagione 2008. Dalla prima gara stagionale di Mezzocorona ad arrivare a Venezia è stata una stagione lunga ed intensa. Fortunatamente non segnata da alcun infortunio, se non quello che mi è occorso la settimana dopo il MOC e che mi ha visto claudicante alla mezzamaratona di Palmanova e alla Bevilonga e che mi trascino ancora oggi (anche se la stagione è finita e c'è tempo per recuperare).
Alla fine sono riuscito a partecipare a ben 59 gare di orienteering (oltre ad un cross, ad una gara di corsa in montagna e ad una mezzamaratona) suddivise nelle 4 specialità: 2 Trail-o / 4 Sci-o / 6 MTB-O / 47 C-O.
Un ricordo particolare meritano le trasferte all'estero, iniziate con la Lipica Open in Marzo, proseguite con la OO-Cup (5 days of Slovenia) in agosto e terminate con la mitica Blod Slitet in terra Norvegese in ottobre.
Ho trascurato un po' le prove CSI. Solo 5 delle 8 prove del Criterium CSI oltre ad un campionato italiano dove sono riuscito a portare a casa il titolo di vicecampione italiano CSI alle spalle di dell'inarrivabile Daniele Meneghel.
Uniche vittorie nella Coppa Italia di SCI-O in Val Maron (MA) e nella Coppa Italia di MTB-O al Lago di Fimon (MA). Le ben 29 gare del calendario FISO di CO a cui ho partecipato sono invece molto più dure ed ostiche. Sono comunque contento per essere riuscito a compiere il salto di categoria. Dopo le prime 3 gare della stagione in MB sono passato definitivamente in MA affrontando senza grossi problemi anche le long che nella seconda parte della stagione sono state la regola. Fra settembre ed ottobre sono state ben 7 su 7 le gare long in calendario.
La gara più lunga della stagione è stata la JTT nella quale (anche a causa di un malessere fisico) ho impiegato ben 2h 55' 32'' a compiere i 10 km del percorso. La più corta il Park World Tour di Lonigo dove per problemi di iscrizione sono finito in una Open di 600 m conclusa nel tempo di 3' 25''.
In Coppa del Trentino ero presente a tutte le gare in programma. Ovviamente 2 erano gestite dalla mia società ed io vi ho preso parte in veste di organizzatore. Partecipando alle altre invece sono rimasto in lotta fino all'ultimo per il terzo posto finale dietro all'Emilio e al Dalen, superato solo all'ultima gara dall'Aaron e dallo Stefano Cristellon.
I risultati in LB non sono stati un gran che, anche se ho migliorato le performance in maniera decisa rispetto all'anno precedente in tutte le specialità.
23° nella LB SCI-O con 12,54 pti
37° nella LB MTB-O con 46,11 pti
189° nella LB CO con 41,63 pti (+ 11,5 pti)
e giusto per dimostrare i limiti della LB le 5 performance che mi hanno attribuito il punteggio sono state le 3 sprint di Croviana, Pergine e Asiago oltre ai campionati italiani CSI e al MOC di Venezia. Come a dire che le dure e tecniche gare long nei boschi del trentino sarebbe meglio sostituirle con la 2 gg di Jesolo.
Oltre alle gare è stato piacevole partecipare alle feste organizzate dal team skodeg-o, ai diversi ritiri del comitato trentino e del nord-est, agli allemanenti di inizio stagione di Trent-o e US Primiero, a quelli estivi del Panda e a quelli autunnali del Comitato Trentino.
Insomma la stagione è ufficialmente finita 15 giorni fa e già non vedo l'ora di ricominciare!

domenica 23 novembre 2008

Palmanova - my first halfmarathon!


Sono riuscito a finire la mia prima mezza maratona! E tutto sommato non è stata così dura come credevo. La stanchezza nelle gambe che mi sono portato dietro da Venezia ed un accavallamento di nervi che mi faceva dolere il piede destro (oggi gli ho fatto dare una sistemativa e vediamo se nei prossimi giorni si potrà riprendere a correre - anche perchè bevilonga is coming!) alla fine non sono bastati per fermare il mio incedere. Sono andato via con un ritmo regolare e costante gaivanizzato da una partenza tattica. Visto che era molto freddo e la partenza era tutta all'ombra, ho preferito starmene in fondo al gruppo a prendere qualche raggio di sole. Dopo aver fatto transitare quasi tutti gli avversari dal via, mi sono convinto che era giunto il momento di partire (intanto c'era il cip che dettava il tempo). Mi sono messo nella corsia di sorpasso - un posto dove nessun maratoneta si metterebbe mai, ma assai apprezzato da un orientista come me! - ossia il verde e tenero prato a fianco del duro asfalto. Ed ho iniziato a sorpassare. Più superavo, più mi crescevano le forze e la voglia di proseguire.
La prima metà della gara passa velocemente, facendo segnare un tempo di poco inferiore ai 48', perfettamente in linea con quello che sarà il tempo finale. Sempre in attesa di un mio cedimento fisico o di una crisi che mai arriva, cerco di procedere contenendo le energie. Quando però vedo lo striscione dei 18 km capisco che la fatica sta per finire ed inizio una lenta ma inesorabile progressione finale (con l'ultimo km al di sotto dei 4' / km) che mi porta a passare sotto lo striscione d'arrivo con il, per me incredibile, tempo di 1 h 35' 30'' alla velocità media di 4' 31'' / km.