giovedì 19 novembre 2009

Non ci posso credere !!!!!

Un altro orientista si cimenta a scivere su internet ed entra nel mondo dei blogger con un articolo memorabile, che fa commuovere ed emoziona come solo le parole di SteGal sanno fare. Si tratta di Dario Pedrotti, che quest'anno le vuole proprio provare tutte! Dopo esser entrato di diritto nell'Elite nazionale, ha assaporato la bellezza delle categorie master ed ora prova a diventare un ori - blogger.
E se il buon giorno si vede dal mattino, il sito si preannuncia interessante.
Non resta che tenerlo sott'occhio quindi!

http://dopolavori.blogspot.com/

mercoledì 11 novembre 2009

waiting Trieste - TNCS

leggendo il comunicato gara mi viene da sorridere:

Il simbolo “oggetto particolare” indica dei grandi vasi ornamentali, caratteristici del Parco. Poiché i lavori di sistemazione del Parco sono tuttora in corso tali vasi possono essere spostati rispetto a quanto indicato in carta.

Ma allora dove si va a cercare un eventuale lanterna posta sul questi vasi?

lunedì 26 ottobre 2009

Vezzano - finale della Coppa del Trentino



Bhe passare dalla gara di sabato nel abitato di Villa Agnedo (una sprint davvero tirata) a quella nel bosco Naron di Vezzano non è cosa semplice.
Forse si tratta della cartina più intricata che mi sia mai passata per le mani. Un impressionante susseguirsi di microforme in un verde intricatissimo.
La gara che ne risulta è qualche cosa di umiliante e frustrante, con la mia incapacità di trovare i punti mi devo arrendere alla supremazia dei più forti che a mano a mano si succedono al mio fianco, atleti elite veri, di quelli che le cartine se le mangiano a colazione assieme al caffelatte.
In particolare ringrazio Vincent, Luca D. e soprattutto Aaron per avermi portato fuori da quell'inferno nel quale in una tiepida mattina di autunno sono capitato.
Mi ripropongo, un giorno che avrò tempo di provare ad addentrarmi da solo in quei boschi sfruttando i percorsi fissi che hanno realizzato i ragazzi del Trent-o ( per scaricarsi la mappa basta andare sul loro sito - http://www.trent-o.org/attivita/Attivita.aspx?attivita=1330 ) . Se non mi vedrete sapete dove venire a cercarmi!

martedì 29 settembre 2009

MTB-O : long & relay italian champs



L'orientamento non è uno sport che si conclude con la gara in se stessa. Esso vive piuttosto di diversi momenti che messi assieme danno la sua unica ed inimitabile piacevolezza.
La gara inizia la settimana prima quando si corre a leggere i comunicati gara, a cercare qualche notiziola, qualche lembo di carta o qualche foto che faccia almeno immaginare ciò che ci attenderà la domanica. Nei giorni che precedono la gara si iniziano a vedere le liste degli iscritti prima e le griglie di partenza poi e si possono così studiare gli avversari e preparare le tattiche da adottare.
La sera precedente (o più spesso la mattina stessa della gara) si prepara il borsone con tutti gli armamentari del caso. Poi ritrovo con i compagni di squadra (di solito un cappuccio e brioches al Bar Cusso ci stanno bene) e partenza per la meta designata.
A questo punto c'è la trepidante attesa della partenza fatta di lunghe chiaccerate con gli amici-avversari. Una usanza pericolosa, che rischia spesso di farmi arrivare in ritardo alla partenza. Quello che accade poi è ciò che sta fra start e finish e si chiama gara. La performance agonistica, un tentativo tante volte goffo, altre errato di correre verso la meta designata con in mano la mappa di gara.
E poi? Bhe uno direbbe che è tutto finito. Ed invece è qui che inizia il bello.
Già al ristoro si incontrano gli avversari che giunti al traguardi diventano di nuovo amici ed si inizia a scambiare considerazioni e a segnare improbabili percorsi sulla mappa, confrontandosi punto per punto con il foglietto degli split time appena fornito alla tenda dello scarico. Il ristoro si sposta ben presto al bar dove si attendono le premiazioni ed il malinconico ritorno a casa. Il week end è finito e con esso anche la gara ...
Ed invece no! Ci sono da scaricare i risultati, confrontare gli spits, fare un giro di tutti i blog dei partecipanti alla gara, andare a vedere gli album fotografici, allenarsi con i compagni di squadra continuando le discussioni sull'orientamento.
Insomma una gara può durare ben più dell'oretta della competizione e normalmente può occupare tutta la settimana precedente e quella seguente l'evento.

Vi domanderete a questo punto il motivo di tale preambolo. Il motivo sta nel fatto che certe gare nascono e finiscono con la gara in se, senza molte notizie fornite prima, ne molte considerazioni successive. Altre invece rimangono vive e vivide nella mente dell'orientista per molto tempo Di quest'ultima sorta sono le gare dell'Erebus, o meglio dell'Er-team. Un imponente sito internet completo ed aggiornatissimo ed un blog sempre simpatico e spiritoso protraggono la gioia della gara anche nei giorni a seguire. Caso più unico che raro, all'arrivo a casa, acceso il PC e mi ritrovo già le classifiche e gli splits della gara. Poche ore dopo compaiono le carte di gara con i percorsi delle categorie principali. Il giorno dopo ci sono già le classifiche complete di punteggi sul sito della fiso e ben due album fotografici ricchi di foto.
Insomma con l'Er Team che organizza, non si va a fare una gara di orientamento, ma si partecipa ad un evento memorabile. Tanto più in questo caso, che si è messa in moto una macchina organizzativa così imponente per appena 150 persone che fanno mountain bike orientamento. E con nessuno di loro che pratica e nutre particolare interesse per questa branca della nostra amata disciplina.

Le due gare che ne sono uscite sono risultate molto piacevoli. Il leggio nuovo mi ha permasso di leggere molto meglio la carta di gara. Il terreno a tratti molto mosso, si è comunque rivelato meno insidioso (soprattutto il secondo giorno) di quello che pensavo. Con mio grande piacere, visto che non sono un gran che ad andare in mountain bike. La staffetta di sabato è stata rovinata da un errore alla seconda variazione che mi ha fatto perdere il contatto con un buon trenino che mi avrebbe potuto tirare fino al traguardo. La gara di domenica invece è andata decisamente meglio. Anche se è stata decisa sulla tratta lunga dove io ed il vincitore con la scelta bassa abbiamo rifilato una enormità agli avversari che sono andati al punto da sopra.
Alla fine posso dire di essermi divertito a questa due giorni, cosa che non sempre posso dire delle mie gare in bici. Soprattutto su terreni troppo tecnici dal punto di vista ciclistico infatti non riesco a divertirmi un gran che. Ma ad Asiago l'alternarsi di tratte tecniche con altre velocì mi ha intrigato non poco, facendomi ritrovare quel feeling con la MTB-O che mi mancava dalla gara di Fimon dello scorso anno.

martedì 22 settembre 2009

20° prova di Coppa del Trentino in Val Piana - Primiero

Tornano finalmente le agognate montagne trentine! Dopo le macroforme dolci delle colline ungheresi, dopo una sprint in centro storico a Fondo ed una indecifrabile cartina di Sfruz, dopo ancora dei campionati italiani spinosi. Dopo tutto questo, si torna a correre su e giù per le nostre montagne.
Il percorso che ha studiato Tuzzi è stato decisamente fisico (raramente in una gara di orenteering sono riuscito ad andare così spesso in affanno. E trovare la lanterna in questi casi è decisamente complicato), ma è stato anche quantomai tecnico, con grappoli di lanterne difficili a cui si succedevano trattone con scelte mai banali. Penso che sia ancora aperta la discussione sulla tratta che porta alla lanterna 17, con Miska e Rigoni che dopo aver fatto registrare ottimi tempi su tale tratta ammettono che la scelta bassa dei fratelli Dallavalle fosse migliore ( un minuto alla loro velocità - un po' di più alla mia ...) .
Il divertimento con un percorso del genere è assicurato,dalla partenza fino al traguardo, dove collasso a terra e mi faccio cullare da un tenero venticello dolcemente sdraiato sul morbido prato che ospita il finish. Mi riprendo così da quella che forse per durezza è stata la più intensa e d impegnativa gara che ricordi. Il risultato cronometrico, anche se mi relega agli ultimi posti della classifica, è buono. Oggi solo i migliori atleti in circolazione hanno scelto di cimentarsi in MA ed era quindi improponibile pensare di stare loro davanti. Ma i distacchi sono contenuti ( superbig a parte - vedi Miska e Rigoni ad esempio) anche grazie all'aiuto di qualche trenino interessante lungo il percorso.
Avere l'assistenza dell'Auser sul primo trattone mi aiuta a tenere un ritmo alto lungo tutta la tratta. Peccato solo per una imprecisione in zona punto che ci ha fatto un paio di minuti. Con un impressionante Jonny affronto una zona più tecnica e rimango impressionato dalla sua velocità abbinata alla precisione nel trovare le lanterne. Devastante è stato invece cercare di tenere il duo Stefano - Cannella che mi ha raggiunto verso la fine della trattona lunga ( eravamo andati tutti e tre sulla scelta alta, come Miska per intendersi). Finita la parte più tecnica hanno ingranato una marcia costante ed elevata che mi ha costretto ben presto a lasciarli. Mentre loro si involavano verso il traguardo, io riagguantavo Auser e con lui mi avviavo a cercare le ultime lanterne.

mercoledì 16 settembre 2009

Campionati italiani long - Monte Moria

Non so se fare una altra inutile descrizione della mia gara, per altro pessima, o eclissare l'argomento e parlare d'altro. Certo il bosco particolarmente fitto e sporco in alcuni punti era abbastanza ostico, almeno per un trentino abituato (Predaia a parte) a correre in zone più corribili e dalla buona visibilità. Sono sceso nel Piacentino attendendomi scenari come quelli di Monte Livata, con conifere e terreno velocissimo. Invece mi sono imbattuto in muri di rovi e vegetazione molto fitta. Per di più il 15.000 della gara di sabato non mi ha aiutato granchè a decifrare la mappa. Tutt'altro ... Alla fine comunque è stata una esperienza interessante e piacevole in zone dove mi capita raramente di gareggiare.

Come ogni anno l'appuntamento dei campionati Long e Relay è l'appuntamento della stagione, la gara da non perdere e a cui dare il massimo. Questo vale almeno per la maggior parte degli orientisti. Per me invece la cosa non è proprio così.
Il fatto di non poter correre in Elite la gara Long mi relega a fare l'ennesima gara di contorno in MA. E questo se da un lato è positivo perchè posso dire di essere ancora sano e salvo (diversamente parlerei dopo una gara in ME), dall'altro non mi fa gustare per nulla i campionati italiani lunga distanza. Nei Middle e nella Sprint in confronto con i primi della classe è assicurato. Qui invece no. E non ne capisco il motivo. Certo ci metterei un bel po' più dei campionissimi a compiere il percorso indicato. Ma penso che alla fine non metterei in crisi gli organizzatori dell'evento. Roberto Sartori non ha micca imposto vincoli particolari ai concorrenti dell'O-marathon, che qualche km in più della ME ce l'ha. E non per questo è ancora li che cerca gli ultimi dispersi. Anzi sta cercando nuovi concorrenti per la gara del prossimo anno, alla quale mi ha convinto a partecipare.
Per quanto riguarda la staffetta invece il trio del Panda di cui faccio parte non può in alcun modo competere con le più forti compagini italiane e la lotta per una posizione nei 15 non è gran che esaltante. Tanto più che per l'ennasima volta non mi posso assaporare la bellezza unica del lancio ...

Alla fine il vero motivo che mi porta ad andare a questa due giorni non è quindi di origine sportiva, quanto piuttosto umana. Infatti ai campionati italiani ci si ritrova tutti, ma proprio tutti riuniti per due giorni di sport e di divertimento. Si incontrano quegli amici di avventura che si erano abbandonati con le ultime gare di giugno (non parlo degli irriducibili che trovo anche alle garette promozionali di ferragosto o dei caldi giovedì sera fiemazi) e con loro si può fare di nuovo festa, ritrovarsi uniti come una grande familia. Anche a livello societario questo appuntamento è importante e mi da la possibilità di conoscere meglio i singoli componenti della squadra e di rinsaldare con loro dei rapporti che con la sola apparizione alle gare regionali spesso si trascurano.

P.S. Sono arrivate le tute nuove del panda. Che bello!


domenica 19 luglio 2009

Dolomites Skyrace

Adesso, dopo tre ore tre minuto e trenta secondi di massacrante gara, posso dire: C'ero anch'io!
Per capirsi io ero uno di quei piccoli puntini che a fatica sale il canalone.
La giornata non era certo delle migliori. In quota il giorno prima era anche nevicato, costringendo gli organizzatori a modificare leggermente il percorso. Le gambe neppure erano quelle dei bei tempi, ossia quelle che in Panarotta mi hanno permesso di salire con il Cip e di lasciarlo là in volata. Però alla fine il percorso lo ho compiuto nella sua interezza e mi sono divertito molto!
E poi, lasciatemelo dire, che posti! Fantastica la salita dal passo del Pordoi al Piz Boe! Fantastico lo scenario che da lì si ammirava! Peccato solo per il poco tempo che viene concesso ad uno skyranner per ammirare quei paradisi terrestri!

mercoledì 1 luglio 2009

Dopo Roverè della Luna ecco la nuova carta di Lagolo!


Dopo la festa orientistico-ludica di Roverè della Luna con gli orientisti che si mescolano agli autoctoni per brindare e divertirsi, si è scoperto che ci si può allenare con spensieratezza.
Così il Davide propone un allenamento sprint sulla nuova mappa che ha appena realizzato in un posto veramente piacevole, Lagolo - vicino alla più famosa e temuta carta di Cavedine. Non posso che fare i complimenti al Davide, che dopo essere diventato istruttore ed essersi messo ad insegnare a decine di ragazzini l'orientamento, è passato anche a fare il cartografo ed il tracciatore, con risultati che mi sembrano egregi.
L'allenamento ha ben presto lasciato il posto alla festa! Abbiamo approfittato della presenza del lago per un riposo sul pontile, con i più coraggiosi che si sono immersi nelle gelide acque lacustri. E poi tutti a festeggiare con una pizza!

lunedì 22 giugno 2009

7 JTT - Millegrobbe

Non so se ricominciare o meno. La voglia di scivere non è poi tanta, come avete potuto ben vedere. Ma alla fine il blog c'è e qualche cavolata ogni tanto bisogna pur mettercela.
Certo non ho scelto il momento migliore per scivere un nuovo articolo sulle mie avventure orientistiche. Avrei dovuto scivere qualche cosa della mia prima vittoria in MA in Coppa Italia nella notturna di Moriago della Battaglia. Ci sarebbe stato bene un commento alla roccambolesca qualificazione (la prima della mia breve o-story) e dell''ottima prova in finale A ai Campionati Italiani Middle, prova con la quale porto a casa i miei primi punti nel World Ranking (ben 450 pti che mi proiettano in 1613° posizione). Si poteva raccontare qualche cosa a riguardo della prima volta che (notturne a parte, per le quali ho una predilezione personale) entro nei 10 in MA in Coppa Italia con una gara senza grosse sbavature a Baselga di Pinè.

Invece mi trovo sponato proprio in questo momento dai miei fan, da ragazzi cioè che non trovano di meglio da fare che leggere inutili commenti a gare come quelli che faccio io. Ma andatevi a leggere Stegal o Rusky se volete imparare qualche cosa divertendovi in una lettura appassionante e coinvolgente! E quando avete finito ci sono milioni di altri blog, da Cosimo a Tenani, da SuperLau a Zonato, da Segatta ad Er.Team solo per dirne alcuni.

Mi trovo sponato a scrivere proprio alla fine di una gara, la JTT, che ormai non posso che definire la mia bestia nera. Come SteGal ha Capriasca, le Pozze e Sant’Orsola, io ho la JTT, su qualsiasi carta venga disputata.
L'anno scorso era la magnifica mappa di Forte Cherle sulla quale era precipitato un freddo polare che mi portava a finire oltre il tempo massimo (ma pur sempre a finire perchè non sia mai che io mi debba ritirare ad una gara - eccezion fatta per la gara promozionale di Samone dove mi hanno dovuto portare via con l'ambulanza) una gara piacevolissima per poi cercare di risolvere l'ipotermia che mi assaliva indossando tutti i vestiti a disposizione e bevento qualsiasi bevanda fumante mi capitasse a tiro.
Quest'anno a Millegrobbe invece è una storia diversa. Io con la JTT ho un conto in sospeso, mi dico alla partenza. Parto concentrato e ben vestito (quasi troppo!), per riscattare la performance dello scorso anno. Ero talmente concentrato e carico che, mentre stavo amabilmente conversando con Corrado Arduini, sento un urlo di Carlo Cristellon che mi chiama alla spunta. Ma sapete anche voi come a volte la concentrazione ... E mentre mi concentravo avevo anche studiato chi fosse Simo-Pekka Fincke, il forte finnico che partiva subito davanti di me. Perchè 5 min in griglia sono tanti, ma anche i più forti possono sbagliare. E loro non sbagliano mai più di una volta. Quindi ...


Quindi rispondo al richiamo del Carlo e mi precipito alla partenza. 9,9 km con 330 m di dislivello sono tanti, ma a tracciare non è Plancher bensì l'Aaron e quindi anche queste distanze e questi dislivelli non fanno troppa paura. Anzi alla fine non posso neppure dire di aver faticato troppo. L'unico inghippo è che il grado tecnico richiesto non è quello della costa pinaitra. Tratte lunghe lungo costoni senza nessun riferimento si alternano a veloci e temibili cambi di direzione in zone dettagliatissime, dove trovare la roccietta giusta fra le tante è, almeno per me, pura purissima fortuna.
In ogni caso affronto discretamente i primi 2 punti e galvanizzato mi accingo a trovare una apparentemente semplice buca alla terza lanterna. Mai avrei pensato di aver perso un quarto d'ora in un solo punto. Neppure in gara me ne sono accorto. Per fortuna che con l'aiuto del Samuele Curzio, riesco ( sarebbe meglio dire lui riesce) a scovarla. Nel contempo arriva anche il Cannella con il quale faccio un bel pezzo di gara. Affrontiamo in bussola la 4 e la 5. Punzono e via per le 2 tratte lunghe. In zona punto un po' di difficoltà a trovare la 6. Ci sono troppe canalette. e ci perdaimo a cercare in tutte, in tutte tranne ovviamente in quella giusta. Quando la troviamo ci raggiunge Jarkko Huovila che ci ringrazia per l'aiuto che gli abbiamo dato e se ne fugge via. Io dietro, almeno per un centinaio di metri, con il saggio Canna che mi suggerisce di desistere perchè tanto non avremmo retto a lungo quel ritmo. Dopo quel centinaio di metri gli dò ragione e continuo con il nostro ritmo trovando bene le successive lanterne. Una piccola imprecisione alla 12, ma tant'è, ci può stare. Alla 15 però una mia inprecisione mi porta a sbagliare un 30' secondi, quanto basta però per perdere il contatto col Canna e ritrovarmi solo a terminare la gara nelle trincee. Gli scenari sono bellissimi, quanto di più suggestivo si possa vedere in gare di orientamento. Il loop fino alla 19 è terribile, ma lo passo abbastanza incolume anche se mi ritornano alla mente scene di panico vissute ai laghi di Fusine. Da li è un trasferimento a tratti anche impegnativo verso il finish e verso uno scarico beffardo.
1h 53' 44' con un terribile 19'06'' alla terza sono le mie prime impressioni, ma dalla cabina dello scarico si alza una voce fioca quanto angosciante. "Punzonatura mancante!" Ma come! Punto 5: MISS! Impossible to believe! Eppure è così! MISS! Punzonatura mancante. Eppure di li ci sono passato ed ho pure punzonato. Ma la stazione ha trattenuto quel bip che mi avrebbe permesso di arrivare all'arrivo con un punteggio valido. E visto il tempo di gara potrebbe pure essere stato meglio così.

martedì 21 aprile 2009

Come perdersi sulla Vigolana!

Le due gare di corsa di sabato nell'abitato e nei prati circostanti Roncegno Terme vanno via veloci e senza particolari problemi. I problemi invece iniziano la mattina seguente sulla terribile carta della Vigolana. Io sono tranquillo, qui ci avevo corso lo scorso anno una prova di coppa italia e poi 2 allenamenti del comitato sulla carta a fianco. Insomma conosco il posto come le mie tasche ed anche se la fatica delle garette di sabato si fa sentire non posso certo avere problemi qui!
Questi almeno erano i miei pensieri per il primo minuto di gara, quando mi butto under the red line a capofitto verso la prima lanterna. A mano a mano che passano i minuti però le prime impressioni cambiano. Così che 20 minuti dopo, quando trovo la lanterna n. 1 non sono più così convinto di conoscere la carta così bene, anzi balena in me l'idea che io e l'orientamento siamo due cose separate. Vagando verso la meta (lo so che i punti di controllo sono solo dei passaggi, ma quando uno è perso diventano la Meta con la M maiuscola, il punto d'arrivo più importante della gara, più ancora della lanterna con il doppio cerchietto) mi imbatto per caso in una lanterna, provo a chiedere a qualcuno dove fossi e in un impeto di bontà mi viene indicato che quella era una delle mie lanterne, la numero tre della sequenza. Rivitalizzato dall'informazione mi piombo a capofitto nella gara. Come dice Luca Dallavalle quando si sbaglia l'adrenalima ti sale a mille e ti porta a recuperare i secondi nel suo caso o i minuti per me. Mi pare una buona tattica (se lo dice uno che mangia pane ed orientamento già a partire dalla colazione volete che non sia vero!) e l'adotto immediatamente. Via dunque nella palude e poi nel bosco e poi ...
Ma non dovevo recuperare i minuti persi? Forse più avanti, ma per in tanto sono perso un'altra volta in un posto non meglio imprecisato della carta e l'unica cosa che mi viene è di raggiungere l'ennesima lanterna che trovo in cima ad una collinetta, che chiaramente non centra nulla con le mie, ma se c'è una lanterna c'è una speranza come diceva il saggio. E la mia speranza si chiama Jacopo del Trent-o che per la seconda volta mi permette di ricollocarmi (mi segna sulla carta dove mi trovo e nel dubbio mi dice anche dove andare! Che umiliazione!) Da li poi diventa semplice arrivare alla lanterna, anche perchè mi imbatto in uno della mia categoria (Coianiz del NE Arcento che partiva ben 8 minuti dopo di me) che va a punzonare la mitica lanterna 32 per la cronaca la mia prima lanterna.


Finita questa odissea alla due ci arrivo facilmente ( lanterna da esordienti - albero isolato nel prato all'incrocio delle due strade) per poi sbagliare ad andare alla 3, proprio quella che avevo già visto 15 minuti prima. Per fortuna che Schuster mi avverte del lungo e mi corregge accompagnandomi poi alla 4. Nel frattempo mi imbatto in Bepis che vedendomi sfatto mi da un buon suggerimento: vai piano e leggi quella cartina! Ricordatelo questo suggerimento potrebbe servire anche a voi in qualche gara.
Da là quindi cerco di andare via più tranquillo e di leggere la mappa per quello che il mio allenamento in carta mi consente. Fare TNCS, sprint e cross sarà bello, ma non aiuta certo a tenere alta la concentrazione sulla carta soprattutto quando le tappe si fanno tecniche.
La gara va via tranquilla (ecco questo è priprio l'aggettivo giusto, tranquilla) fino alla lanterna 11. Punzono e tiro un po' perchè trovo una ragazza che corre più di me. So che non è giornata, ma l'adrenalina, quella che Luca D. sente quando fa 10 sec. di errore, a me viene fiori in questi casi! Corro via veloce ( si fa per dire) su e giù per sentieri finchè mi imbatto in uno della mia categoria che va nel senso opposto al mio. Che sta facendo? Anzi che sto facendo io? Che stavo passeggiando verso lidi ameni ma che poco avevano a che fare con il percorso. Torno in dietro allora e raggiungo la lanterna 12 quando Baggio e Jonas sono appena passati e nel mentre che Rigoni punzona. Ne aprofitto per farmi portare alla lanterna successiva prima di perderlo nella boscaglia verso la 14.
A questo punto di nuovo tattica Bepis: rallentare e guardare la carta. Con la direzione oggi non ci azzecco, ma fermo ad interpretare la carta ogni tanto trovo qualche cosa. Continuo così fino al punto TV dove il fotografo mi incita vedendomi sfatto e poi alla 23 dove mi supera al gran trotto il mitico Luca D. più volte ispiratore in questa gara e che partiva ben 38 minuti prima di me. Si tratta da qui solo di andare al traguardo per sorseggiare il sospirato sorso di tea caldo. Sfatto e distrutto!